In Breve
- Qual è la richiesta principale del settore nautico?
- Il settore nautico chiede regole moderne piuttosto che finanziamenti.
- Quali sono i dati sull'economia del mare in Italia?
- L'economia del mare in Italia genera quasi 225 miliardi di euro, pari all'11,4% del PIL.
- Cosa prevede il ministro del Turismo per il futuro?
- Il ministro si impegna a semplificare le norme e a lavorare con le imprese per una stagione di successo.
La XII conferenza nazionale sul Turismo costiero e marittimo, svoltasi al Salone nautico di Genova, ha messo in luce le sfide e le opportunità del settore nautico italiano. Massimo Caputi, presidente di Federturismo, ha sottolineato che la nautica e il turismo ad essa legato necessitano di regole moderne piuttosto che di finanziamenti. L’incontro ha visto la partecipazione di figure chiave come il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il leader di Confindustria nautica Piero Formenti e Mario Zanetti, special advisor di Confindustria per l’economia del mare.
Caputi ha evidenziato come, in un contesto di crisi geopolitica, la richiesta del settore non sia quella di ricevere risorse finanziarie, ma di ottenere regole aggiornate a costo zero. Queste regole sono necessarie per superare la complessità della burocrazia, che ostacola la modernizzazione e la riqualificazione dei porti turistici. Secondo Caputi, oggi è più difficile modernizzare un porto esistente che costruirne uno nuovo, e realizzare infrastrutture basilari come scivoli a mare per la nautica minore risulta estremamente complicato.
Il presidente di Federturismo ha auspicato che, attraverso il decreto Infrastrutture, il ministro Matteo Salvini possa accogliere le istanze avanzate da Confindustria nautica e Assomarinas. Queste richieste mirano anche a promuovere l’adozione della bandiera italiana da parte di un numero maggiore di imbarcazioni.
Mario Zanetti ha richiamato l’attenzione sul ruolo cruciale del turismo nell’economia italiana, sottolineando che il settore non solo contribuisce al turismo stesso, ma attiva anche filiere del made in Italy. Ha fornito dati significativi sull’economia del mare, evidenziando un valore aggiunto complessivo di quasi 225 miliardi di euro, che rappresenta l’11,4% del PIL, e oltre 1,13 milioni di occupati diretti nel settore. Sulle crociere, ha previsto per il 2026 un movimento di 15,4 milioni di crocieristi nei porti italiani, con un record storico di 5.680 accosti in 60 porti. L’impatto economico complessivo delle crociere è stimato in 18,1 miliardi di euro, il più alto in Europa, con un contributo al PIL di 7,3 miliardi e 113mila posti di lavoro.
Zanetti ha inoltre sottolineato che il valore generato dalle crociere si estende ai territori, con il 64% dei crocieristi che pernotta nelle città di scalo e sette su dieci che partecipano a escursioni. Il 60% di questi turisti ritorna nelle destinazioni visitate, aumentando la competitività del sistema, soprattutto quando sono presenti collegamenti, servizi e un’offerta qualitativa organizzata.
Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha dichiarato di aver ascoltato le proposte e le istanze emerse durante il confronto e si è impegnato a lavorare per comprendere le ragioni dei rallentamenti normativi degli ultimi anni. Ha promesso di accelerare sulle semplificazioni e di collaborare a stretto contatto con la comunità delle imprese, in vista di una stagione estiva che vedrà il mare italiano protagonista a livello internazionale, anche grazie a importanti eventi velici come l’America’s Cup, che coinvolgeranno Napoli, Genova e altre città italiane.
