Tecnologie

L’Intelligenza Artificiale in Sanità: Innovazione e Responsabilità Medica

Intelligenza artificiale in sanità

In Breve

Come sta cambiando l'IA la sanità?
L'IA offre supporto a diagnosi, terapie e gestione dei pazienti, trasformando il settore sanitario.
Quali sono i rischi legati all'uso dell'IA in sanità?
Esiste il rischio di dipendenza e di violazione della privacy, oltre a questioni etiche e giuridiche.
Cosa prevede la Legge 132/2025 per l'uso dell'IA?
Introdotto l'obbligo di consenso informato specifico per l'uso dell'IA in sanità.

L’intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente cambiando il panorama della sanità, offrendo strumenti avanzati per diagnosi, terapie e gestione dei pazienti. Tuttavia, questa innovazione porta con sé importanti interrogativi sulla responsabilità in caso di errori.

I sistemi di IA, basati su tecnologie di machine learning e deep learning, sono addestrati su enormi quantità di dati e utilizzano reti neurali per fornire risultati. Questa complessità richiede una gestione rigorosa dei dati sanitari per garantire la riservatezza e la privacy dei pazienti. Un rischio significativo è rappresentato dalla possibilità che gli operatori sanitari diventino eccessivamente dipendenti da valutazioni generate dall’IA, influenzando la relazione medico-paziente e sollevando questioni etiche e deontologiche.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato l’importanza di proteggere l’autonomia umana, la riservatezza e la trasparenza nei sistemi di IA, promuovendo responsabilità e rendicontabilità. Sul piano giuridico, la posizione prevalente è che le aziende possano essere ritenute responsabili anche quando un singolo dipendente introduce strumenti di IA nel proprio lavoro. Tuttavia, gli operatori sanitari mantengono la loro responsabilità professionale e devono verificare e interpretare criticamente i risultati forniti dagli strumenti automatizzati.

Le problematiche principali riguardano la responsabilità civile e il trattamento automatizzato dei dati sanitari, che, secondo il GDPR, richiede una solida base giuridica e un consenso informato per l’uso dell’IA nel contesto sanitario. Ogni sistema di IA ad alto rischio dovrebbe operare sotto il controllo diretto di personale sanitario qualificato, e il suo utilizzo deve essere registrato nel Fascicolo Sanitario Elettronico.

È fondamentale distinguere tra la responsabilità per dispositivi di IA sotto controllo medico, dove il giudizio di colpa professionale è ancora valido, e quella per dispositivi ad alta autonomia, in cui l’interruzione del nesso causale può spostare la responsabilità verso il produttore e la filiera. Per riequilibrare innovazione e tutela del paziente, è necessario promuovere un’IA affidabile e trasparente, prevedendo una responsabilità oggettiva del produttore per gli errori generati dalla macchina.

In questo contesto, l’IA può essere considerata un dispositivo medico, la cui scelta e utilizzo ricadono sotto la responsabilità del medico, che deve garantire l’affidabilità degli strumenti utilizzati. La Legge 132/2025, agli articoli 7 e 13, introduce l’obbligo di un consenso informato specifico per l’uso dell’IA, in forma scritta o digitale, in linea con la Legge 219/2017. I pazienti hanno il diritto di sapere quando e come l’IA contribuisce a diagnosi o terapie, compresi funzione, limiti, rischi e garanzie di controllo umano.

Dal 10 ottobre 2025, il consenso riguarderà non solo la scelta delle cure, ma anche la tecnologia IA impiegata, trasformandosi in uno strumento di partecipazione consapevole e responsabilità condivisa. L’introduzione dell’IA ha il potenziale di ridurre fenomeni di medicina difensiva e promuovere una medicina preventiva digitale, ma solleva anche nuovi profili etici e giuridici che influiranno sull’allocazione della responsabilità civile, rischiando di incentivare un uso meramente difensivo degli strumenti innovativi e opachi.

Autore

redazione

Redazione di Nuova Innova.