Clima e sostenibilità

Riso italiano in crisi: emergenze climatiche e importazioni a dazio agevolato

Riso italiano in difficoltà

In Breve

Quali sono le principali sfide per il riso italiano?
Le principali sfide sono le emergenze climatiche e le importazioni a dazio agevolato.
Cosa prevede il salone Risò?
Il salone prevede incontri su strumenti di gestione dei rischi nella filiera del riso.
Qual è la produzione media di risone in Italia?
La produzione media si attesta intorno a 1,4 milioni di tonnellate.

Il settore del riso italiano si trova attualmente in una situazione di grande difficoltà, a causa di una combinazione di emergenze climatiche e della crescente offensiva di importazioni a dazio agevolato provenienti dal Sudest asiatico. Questo tema è al centro di Risò, il salone internazionale del riso che si tiene a Vercelli, dove è prevista la partecipazione della presidente del Consiglio.

La coltivazione del riso, che richiede acqua in abbondanza, ha risentito in modo particolare dell’estate 2026, caratterizzata da temperature elevate e siccità. Lo scioglimento precoce delle nevicate e le alte temperature registrate nei mesi di maggio e giugno hanno ridotto drasticamente le riserve idriche, costringendo molti produttori a anticipare il raccolto, avviato già in diverse zone anziché intorno al 20 settembre.

Durante il salone, è previsto un incontro organizzato da Ismea per discutere degli strumenti di prevenzione e gestione dei rischi nella filiera del riso, in cui sarà presentata la nuova “polizza semplificata riso”.

Dal punto di vista commerciale, le importazioni da paesi asiatici in regime EBA, in particolare dalla Cambogia e dal Myanmar, stanno deprimendo le quotazioni del riso italiano. Natalia Bobba, presidente dell’Ente Risi, ha dichiarato: “La spina nel fianco per il settore sono le importazioni da paesi asiatici a dazio zero in regime EBA, che finiscono per condizionare il nostro mercato”. Ha inoltre evidenziato che la clausola di salvaguardia europea esiste, ma richiede un incremento degli acquisti esteri del 45% per entrare in vigore, mentre il settore aveva richiesto una soglia del 20%.

Bobba ha anche sottolineato che “il mercato non è stato favorevole” e che in alcuni segmenti gli agricoltori si sono trovati a vendere sottocosto. La carenza idrica ha portato a una riduzione delle superfici investite a riso di circa 1.200 ettari. A complicare ulteriormente la campagna sono le incognite sui costi di produzione, con un aumento dei prezzi per gasolio e metano utilizzati per il trasporto e l’essiccazione.

La produzione media italiana di risone si attesta intorno a 1,4 milioni di tonnellate, con circa 3.500 produttori e 95 industrie di trasformazione. Attualmente, i contratti di filiera coprono solo il 2,5% della produzione, ma secondo l’ente potrebbero rappresentare uno strumento utile per garantire migliori remunerazioni e maggiore sicurezza nelle forniture.

Infine, è importante notare che, quando il riso veniva venduto a 60 euro al quintale due anni fa, la produzione aveva raggiunto circa 750 milioni di euro; oggi, il valore è indicativamente alla metà.

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redazione

Redazione di Nuova Innova.