Imprese

Crescita delle Procedure di Crisi in Italia: L’Edilizia Sotto Pressione

Cantiere edile in Italia

In Breve

Qual è il numero totale di procedure di crisi aperte nel primo semestre del 2026?
Nel primo semestre del 2026, sono state aperte 6.672 procedure di crisi in Italia.
Qual è il settore più colpito dalle liquidazioni giudiziali?
Il settore più colpito è l'Edilizia, con 831 liquidazioni giudiziali.
Come sono migliorati i tempi di pagamento nel primo semestre del 2026?
I tempi di pagamento sono migliorati, con le medie imprese a 61,31 giorni e le grandi a 71,57 giorni.

Nel primo semestre del 2026, l’Italia ha visto l’apertura di 6.672 procedure di crisi, un dato allarmante che corrisponde a quasi 40 imprese al giorno, inclusi i fine settimana. Questo segna un incremento del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. La maggior parte di queste procedure riguarda le liquidazioni giudiziali, con 5.401 casi, in aumento del 2,4%. Al contrario, gli altri strumenti di regolazione della crisi, come i concordati preventivi, hanno registrato un aumento significativo, con un incremento del 16,6% che porta il loro numero a 1.271 casi, rappresentando il 19,0% del totale.

Tra le varie tipologie di crisi, i concordati preventivi sono aumentati del 24,6% e le misure protettive e cautelari del 35,9%. Tuttavia, gli accordi di ristrutturazione hanno visto una diminuzione del 20% nel semestre, nonostante un recupero del 21,1% nel secondo trimestre.

Analizzando i dati per comparto, i Servizi rappresentano il 38,2% delle liquidazioni giudiziali, seguiti da Costruzioni con 22,9% e Distribuzione con 22,7%. Il settore della Distribuzione ha registrato un aumento del 7,1%, mentre l’Industria ha visto una crescita del 6,0%.

Particolarmente preoccupante è la situazione dell’Edilizia, il settore più colpito, con 831 liquidazioni giudiziali, un dato sostanzialmente in linea con il primo semestre del 2025. Questo settore sta affrontando sfide significative, tra cui l’aumento dei costi delle materie prime e ritardi nel riconoscimento degli extra-costi da parte delle stazioni appaltanti. Inoltre, vi sono ritardi nell’erogazione degli arretrati per appalti pubblici, con una stima del gap finanziario che si attesta intorno ai 3,8 miliardi di euro per il sistema paese.

Dal punto di vista territoriale, le regioni del Nord Ovest e del Centro concentrano rispettivamente il 28,8% e il 28,2% delle liquidazioni giudiziali. La Lombardia si posiziona al primo posto in valore assoluto, con il 22,2% del totale nazionale, seguita dal Lazio con 18,2% e dalla Campania con 10,3%.

Un dato allarmante è l’aumento delle procedure tra le imprese più giovani: per quelle con meno di cinque anni di attività, l’incremento sfiora il 50%.

Nonostante questi segnali preoccupanti, i dati sui pagamenti mostrano un miglioramento. Le tempistiche rilevate dalla banca dati Payline sono migliorate rispetto allo stesso trimestre del 2025 in tutte le classi dimensionali. Le medie imprese hanno registrato un tempo medio di 61,31 giorni (da 62,72), mentre le grandi imprese si attestano a 71,57 giorni (da 72,35). Tuttavia, questo miglioramento è in gran parte dovuto alla riduzione dei giorni contrattualmente concordati.

In termini di puntualità, i ritardi delle micro e piccole imprese si sono ridotti rispettivamente di 0,47 e 0,20 giorni rispetto al secondo trimestre del 2025, mentre le medie e grandi imprese hanno visto un aumento dei ritardi di circa 0,49 e 0,25 giorni.

Tra i comparti, si registrano incrementi significativi dei ritardi nei mezzi di trasporto, che sono passati da 10,6 a 12,2 giorni. Anche settori come il Sistema Moda, Largo Consumo, Chimica e farmaceutica, Prodotti intermedi e Immobiliari hanno mostrato un peggioramento. L’Agricoltura, pur mantenendo livelli elevati di ritardo (12,6 giorni), ha mostrato un miglioramento rispetto ai 12,9 giorni del 2025.

A livello territoriale, il Nord Est presenta il ritardo più contenuto, pari a 6 giorni rispetto ai tempi concordati, mentre per il Sud e le Isole la media supera i 13 giorni. Tra le regioni, spiccano la Sicilia con 17 giorni e la Sardegna e Calabria con ritardi oltre quota 14 giorni.

Autore

redazione

Redazione di Nuova Innova.