In Breve
- Qual è la principale novità dell'iPhone Duo?
- L'iPhone Duo è il primo smartphone pieghevole di Apple, con uno schermo interno da 7,6 pollici.
- Quali sono i concorrenti dell'iPhone Duo?
- Samsung, Xiaomi e Huawei hanno lanciato dispositivi pieghevoli simili.
- Qual è il prezzo dell'iPhone Duo?
- Il prezzo dell'iPhone Duo supera i 2.000 euro.
Apple ha ufficialmente presentato l’iPhone Duo, il primo smartphone pieghevole della sua storia, che si apre come un piccolo libro. Dotato di uno schermo interno da 7,6 pollici e di un display esterno da 5,4 pollici, il dispositivo, da chiuso, ha dimensioni simili a un passaporto. Tra le novità, il chip A20 Pro e l’introduzione del Touch ID nel tasto laterale, che sostituisce il Face ID. Inoltre, l’iPhone Duo prevede l’uso esclusivo dell’eSIM.
Il lancio dell’iPhone Duo si colloca in un contesto di rapida evoluzione del mercato degli smartphone pieghevoli. Negli ultimi mesi, altri produttori hanno presentato dispositivi con caratteristiche simili. Samsung ha recentemente ridisegnato il suo Galaxy Z Fold in una variante “passaporto”, affiancandola al Fold 8 Ultra, e prevede che questa nuova versione rappresenti circa un terzo delle vendite di pieghevoli negli Stati Uniti. Anche Xiaomi ha lanciato il suo 18 Fold, definito una soluzione “a piegatura intermedia”, mentre Huawei ha presentato il Mate XT2, la terza generazione del suo pieghevole a doppia cerniera.
Il nuovo formato più largo modifica il rapporto d’aspetto del dispositivo: da aperto, l’iPhone Duo offre una superficie 4:3, considerata più adatta per guardare video, leggere e disegnare. Tuttavia, questo design comporta anche una minore comodità d’uso con una sola mano. Nonostante l’innovazione, il mercato degli smartphone pieghevoli rimane ancora una nicchia, con IDC che stima una quota di mercato di circa il 2,2% nel 2026, destinata a crescere al 3,3% nel 2030. I ricavi, invece, potrebbero passare dal 6,9% attuale al 10% nello stesso periodo.
Uno dei principali ostacoli alla diffusione degli smartphone pieghevoli è rappresentato dal prezzo. L’iPhone Duo, infatti, supera i 2.000 euro, mentre il modello Samsung si attesta poco sotto questa soglia. Il costo elevato è dovuto alla complessità produttiva dei dispositivi pieghevoli, che richiedono pannelli OLED flessibili, vetro ultrasottile e una cerniera di precisione. Apple ha dichiarato che la sua cerniera è composta da oltre cento componenti in una lega di titanio e alluminio, inserita in una scocca in titanio di grado 5. Secondo una stima di UBS, i costi dei materiali per il Galaxy Z Fold Special Edition si aggirano intorno ai 790 dollari, mentre per il primo pieghevole Apple si attestano a circa 759 dollari, valori quasi doppi rispetto a un top di gamma convenzionale.
Inoltre, i volumi ridotti di produzione limitano le economie di scala, rendendo più costosa anche l’assistenza, poiché il pannello interno è incollato al gruppo cerniera e una riparazione coinvolge spesso entrambi. Un ulteriore fattore di costo è rappresentato dalla crisi delle memorie, con le fonderie che hanno dirottato capacità produttiva verso memorie ad alta banda per data center dedicati all’intelligenza artificiale, lasciando l’elettronica di consumo a contendere capacità residue a prezzi più elevati. IDC stima che la memoria pesi tra il 10% e il 15% del costo dei materiali di un top di gamma e tra il 15% e il 20% in un medio di gamma.
I tempi di commercializzazione sollevano ulteriori interrogativi sulla capacità produttiva: mentre gli iPhone 18 Pro arriveranno nei negozi il 18 settembre, il Duo è programmato per il 23 ottobre, con uno scarto di cinque settimane che potrebbe indicare difficoltà industriali. Il giudizio complessivo resta parziale, e l’impatto sul mercato potrebbe chiarirsi con la seconda generazione di questi dispositivi, quando le rese sui pannelli flessibili e i prezzi delle memorie potrebbero migliorare, consentendo versioni a prezzi inferiori, potenzialmente sotto i 1.500 euro. Fino ad allora, i dispositivi pieghevoli rimangono posizionati come prodotti costosi, destinati a una clientela disposta a investire oltre 2.000 euro per avere un piccolo tablet in tasca.
