In Breve
- Quali sono le proposte fiscali di Assonime e Borsa Italiana?
- Le proposte includono una tassazione minima per i conti di risparmio e investimento e l'estensione del bonus IPO.
- Come possono i giovani beneficiare delle nuove proposte?
- I giovani fino a 35 anni possono avere una franchigia esentasse di 20.000 euro sugli investimenti.
- Qual è l'obiettivo di queste misure?
- L'obiettivo è aumentare il flusso di risparmio verso il mercato azionario e rivitalizzare le quotazioni.
In un contesto economico in cui il mercato azionario italiano ha bisogno di una spinta, Assonime e Borsa Italiana hanno presentato un pacchetto di proposte fiscali mirate a incentivare gli investimenti in azioni. L’obiettivo è chiaro: aumentare il flusso di risparmio verso il mercato azionario, un settore che ha visto una scarsità di nuove quotazioni e una bassa incidenza degli investimenti diretti delle famiglie italiane rispetto al PIL.
Queste proposte saranno inserite nella prossima legge di bilancio e si inseriscono in una serie di iniziative già avviate per rivitalizzare il mercato dei capitali. Tra queste, si annoverano un manifesto per lo sviluppo del mercato dei capitali e il fondo dei fondi gestito da Cdp, destinato a sostenere le PMI quotate.
Il primo intervento proposto riguarda i conti di risparmio e investimento, noti come Sia (Savings & Investments Accounts). Sono previste due modalità di trattamento fiscale. La prima prevede una tassazione minima dello 0,7% annuo sul valore medio dell’investimento, in alternativa alle imposte su capital gain e dividendi, con l’aggiunta dell’esenzione dall’imposta di successione, simile a quanto già applicato ai Buoni Ordinari del Tesoro (BoT) e ai Buoni del Tesoro Poliennali (BTp).
Per accedere a questa semplificazione, i conti dovrebbero investire almeno il 70% in azioni italiane ed europee, con la possibilità di essere gestiti direttamente o tramite fondi. Gli importi saranno calibrati per il risparmiatore: fino a 50.000 euro per il primo anno, con incrementi annuali di 20.000 euro fino a un massimo di 200.000 euro, senza vincoli temporali. Inoltre, è prevista una franchigia esentasse per i primi 10.000 euro di investimento, che sale a 20.000 euro per i giovani fino a 35 anni.
Un secondo elemento del dossier mira a estendere il bonus IPO, attualmente riservato alle imprese con fatturato fino a 50 milioni di euro. La proposta prevede di ampliare il sostegno, tramite crediti d’imposta, anche alle imprese con una capitalizzazione di mercato fino a 1 miliardo di euro. Questo non solo coprirebbe parte delle spese iniziali di quotazione, ma anche i costi legati alla permanenza in listino, facilitando il passaggio tra segmenti di mercato.
Infine, per quanto riguarda le ricapitalizzazioni, si propone l’introduzione di agevolazioni fiscali sia per gli investitori in azioni di nuova emissione, attraverso crediti d’imposta, sia per le imprese, tramite meccanismi di deduzione dalle imposte societarie per alcuni anni dopo la ricapitalizzazione. L’intento complessivo è quello di avvicinare il trattamento fiscale della raccolta di risorse sul mercato azionario a quello del debito, il cui interesse è già deducibile fiscalmente, per connettere in modo più efficace il risparmio con l’economia reale.
