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Google: il tribunale impone modifiche all’ad tech senza scissione

Giudice federale decide su Google ad tech

In Breve

Cosa ha deciso il giudice federale riguardo Google?
Il giudice ha stabilito che Google non deve scindere la sua attività di ad tech, ma deve apportare modifiche e nominare un monitor antitrust.
Quali misure sono state imposte a Google?
Google deve disaccoppiare il server per editori da AdX e non può obbligare i siti a utilizzare AdX.
Qual è la durata delle restrizioni imposte?
Le restrizioni dureranno sei anni, contro la richiesta del Dipartimento di Giustizia di 15 anni.

In una recente sentenza, il giudice federale Leonie Brinkema ha stabilito che Google non sarà obbligata a scindere la sua attività di pubblicità tecnologica (ad tech). Tuttavia, la corte ha imposto all’azienda di apportare modifiche significative al suo modello operativo e di nominare un monitor interno per garantire la conformità alle normative antitrust.

Il provvedimento prevede il disaccoppiamento del server per gli editori di Google da AdX, la piattaforma di scambio pubblicitario dell’azienda. Inoltre, i siti che utilizzano il server per editori non potranno essere obbligati a utilizzare anche AdX. Queste misure sono state pensate per promuovere una maggiore interoperabilità e ridurre il privilegio degli strumenti proprietari di Google.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva contestato l’affidabilità di Google nella gestione di AdX, evidenziando una commissione del 20% richiesta agli editori per vendere pubblicità tramite la piattaforma. Tuttavia, il tribunale ha ritenuto più appropriato imporre cambiamenti piuttosto che procedere con una scissione vera e propria.

Le restrizioni e il monitoraggio saranno in vigore per sei anni, un periodo significativamente più breve rispetto alla richiesta del Dipartimento di Giustizia di 15 anni. Google ha già annunciato la sua intenzione di presentare appello contro la decisione, affermando di non concordare con le conclusioni del tribunale.

L’Associate Attorney General Stanley Woodward Jr ha definito il risultato una “significant victory” per il governo, sottolineando l’importanza di garantire una maggiore equità nel mercato pubblicitario.

Nel corso dell’ultimo esercizio fiscale, Google ha registrato entrate pubblicitarie pari a 294,7 miliardi di dollari, su un totale di 402,8 miliardi, rappresentando circa il 73% delle sue entrate complessive. Questa percentuale segna un calo rispetto al 76% e al 77% registrati nei due anni precedenti.

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redazione

Redazione di Nuova Innova.